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La pettorina color sangue e il rosario

Associazione Italiana Vittime della Violenza

La pettorina color sangue e il rosario

Ora ce l’ha anche Papa Francesco la pettorina gialla — con ben impresso il numero telefonico di pronta assistenza 1522 — dei volontari dell’Associazione italiana vittime della violenza, nata nel 2006 su iniziativa dei familiari di donne brutalmente uccise.

Hanno fortemente voluto consegnarla al Papa perché, spiegano, «lo sentiamo vicino nel nostro servizio di denuncia e di tutela a favore delle donne vittime di violenze tra le mura di casa». Sulla pettorina gialla le scritte sono in rosso. Il colore del sangue. «Perché qui si parla di sangue, violenza, morte» dicono senza mezzi termini i volontari: ciascuno di loro è sempre alle prese con un dolore che non si cancella.

Al Pontefice hanno presentato il progetto della casa protetta “Fiori recisi” a Cino, nel comasco. Realizzata anche con il contributo della Conferenza episcopale italiana nello stabile che ospitava una scuola, la casa potrà accogliere dieci donne, con figli, «in serio pericolo di vita nel periodo dell’emergenza più grave».

La struttura è dedicata alla memoria di Sonia Di Gregorio: ventenne, aveva una bambina di 2 anni quando venne uccisa a coltellate dal marito proprio a Cino.

L’udienza generale di stamani si è svolta in due momenti: prima nella basilica Vaticana — dove il Papa è arrivato alle 8.15 — e poi nell’Aula Paolo vi . In San Pietro oltre all’Associazione italiana vittime della violenza, Francesco ha incontrato la Famiglia vincenziana e l’associazione Giovanni Paolo ii di Bisceglie.

Con al collo la corona del rosario, che personalmente ha posto il Papa l’11 novembre 2020, l’immagine della Madonna della medaglia miracolosa ha fatto per un anno un vero e proprio “giro d’Italia” — nelle parrocchie, nei luoghi di dolore come ospedali e carceri e dove il popolo fa comunità — su iniziativa, appunto, della Famiglia vincenziana.

Partito dalla casa del Papa, questo “pellegrinaggio di speranza in piena pandemia” si è concluso stamani nella basilica Vaticana. Davanti alla statua della Madonna, collocata accanto all’altare della Confessione, il Pontefice ha guidato la recita dell’Ave Maria.

Francesco ha poi incoraggiato la testimonianza dell’associazione Giovanni Paolo ii che, nell’ambito della diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, promuove numerose iniziative coinvolgendo anche le scuole, il mondo della cultura e le realtà più povere.

Poco dopo le 9 il Pontefice ha lasciato la basilica ed è entrato nell’Aula Paolo vi . Qui, dopo aver svolto la catechesi e rivolto parole di saluto ai diversi gruppi presenti, ha personalmente abbracciato e incoraggiato in particolare le persone con disabilità, anziane e ammalate (tra loro 9 bambini polacchi, coi genitori, in cura all’ospedale Bambino Gesù e al policlinico Gemelli).

Ha poi salutato i 25 giovani del gruppo Umanità InInterRotta, protagonisti dell’esperienza “con” e “tra” i migranti. E il loro entusiasmo è stato espresso anche attraverso le colorate magliette con scritte chiare...